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Idee, valori e proposte del candidato alle primarie per Sindaco di Pontedera

19 gennaio 2009
Alcune domande sul ciclo dei rifiuti
Ricevo da Michele Campana, ritengo a nome del Comitato "Non bruciamoci il futuro", una serie di domande sulla gestione del ciclo dei rifiuti rivolte ai candidati alle primarie. Per chiarezza ho riportato direttamente i quesiti all'interno del mio testo.

manifesto campagna meno rifiutiIl tema della gestione del ciclo dei rifiuti interessa giustamente i cittadini ed è uno degli obiettivi più importanti a cui deve mirare un'amministrazione comunale, sapendo che le scelte si fanno comunque in una sede di confronto più vasta, quella dell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) della Costa, che coinvolge le province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara e di conseguenza moltissimi comuni.

1) Come giudica l'attuale gestione dei rifiuti a Pontedera?
La raccolta differenziata al 43% nel 2007 rappresenta un buon risultato ed è stata ottenuta con importanti investimenti sul porta a porta, ma è svolta in una zona limitata del centro (anche se è prevista l'espansione fino ai Villaggi). Manca una stazione ecologica fruibile dai cittadini (la sede della discarica è troppo periferica) che potrebbe consentire più facilmente il conferimento di rifiuti "speciali" come ad esempio le lampade fluorescenti, i piccoli apparecchi elettronici, i toner e le cartucce esauste, gli olii. Quindi un giudizio sufficiente, ma non di più. C'è poi il grosso problema degli impianti. Penso in particolare, ma non è un segreto, all'inefficienza e inadeguatezza dell'impianto di compostaggio.

2) Quali interventi, se diventasse Sindaco, effettuerebbe nel breve e medio periodo relativamente al problema rifiuti?
Fatta la premessa che non credo ad un sindaco che si comporta e fa promesse come una sorta di sovrano illuminato, certo mi assumo l'impegno di porre rimedio alle mancanze che già segnalavo. Si può fare in tempi rapidi una stazione ecologica e si devono verificare i progetti della Geofor per l'impianto di compostaggio. Per il porta a porta credo che si debba fare una sperimentazione che coinvolga anche le aree di campagna. Le case hanno spazi esterni che potrebbero essere compatibili anche con un passaggio meno frequente; l'obiettivo è di eliminare cassonetti molto difficili da controllare e che diventano facilmente mini discariche abusive. Si deve intensificare l’impegno per la riduzione dei rifiuti e rivalutare la questione degli assimilati. In tempi più lunghi è necessario attuare una sorta di riprogettazione del sistema prevedendo incentivi sulla tariffa proporzionali ai rifiuti differenziati effettivamente conferiti. A mio avviso è necessario sanzionare i trasgressori, ma anche incentivare concretamente i comportamenti corretti.

3) E' favorevole o contrario all'ipotesi dell'incenerimento dei rifiuti?

Gli inceneritori o termovalorizzatori sono strumenti di riduzione dei rifiuti utilizzati anche nella nostra provincia. Se realizzati, gestiti in maniera corretta e adeguatamente controllati, credo che possano funzionare senza particolari rischi per l’ambiente e le persone. Certo rappresentano una tecnologia “matura” e incompatibile se il tema è la riduzione dei rifiuti e l’aumento del riciclo. Io penso che si debbano investire risorse in questi due obiettivi e ridurre drasticamente (anche le ceneri sono rifiuti!) i conferimenti in discarica.

4) Come reputa l'esperienza del comune di Capannori (LU) il cui consiglio comunale ha aderito ufficialmente al progetto "Rifiuti Zero"?

La conosco solo attraverso qualche articolo letto e la relazione dell’ex assessore Baronti ad un convegno a Pontedera. Mi sembra un’esperienza molto interessante perché, al di là delle soluzioni pratiche, valorizza l’obiettivo più ambizioso da raggiungere: la realizzazione di un sistema sostenibile che mira a rendere davvero residuale lo spreco costituito da risorse che sono distrutte.

5) Come intende favorire la partecipazione attiva dei cittadini/comitati in modo che le loro proposte possano essere discusse e votate in consiglio comunale, cosa impossibile ad oggi non esistendo un Regolamento comunale a riguardo se non qualche indicazione nello Statuto?

Non mi sembra che le indicazioni contenute nello Statuto siano eccessivamente generiche. Volendo il relativo regolamento si può realizzare in tempi piuttosto rapidi. Già questo può essere un impegno, ma certo si pone il tema di rinnovare gli strumenti della partecipazione rafforzando il ruolo e la rappresentatività delle Consulte, ma utilizzando anche strumenti diversi (la recente legge regionale sulla partecipazione ne definisce alcuni) che possono comprendere anche l’esercizio diretto della democrazia. Dobbiamo salvaguardare in ogni caso la funzione e il ruolo del Consiglio Comunale.


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